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29 juin 2013 6 29 /06 /juin /2013 12:16

drapeau corse

A partire di oggi, la nostra terra sarà l’ospita di una delle più grande competizioni sportive del pianeta : il Giro di Francia.

Per Corsica Libera, quest’evento non deve essere interpretato come un segno d’adesione della Corsica alla nazione francese. Invece, ogni anno, la prova attraversa naturalmente numerosi territori stranieri alla Francia. Da 1954, è  una tradizione che la partenza di questa competizione internazionale, paragonabile al livello della sua fama ad un campionato mondiale di calcio, sia spesso data fuori di Francia (Donostia 1992, Dublino 1998, Londra 2007, Monaco 2009, Rotterdam 2010, Liegi 2012…). La centesima edizione chi partirà di Portiveghju, non deroga alla regola.

 

In ciò che riguarda la pertinenza dell’organizzazione del giro di Francia in Corsica : è innegabile che la sua ritrasmissione internazionale sarà una valorizzazione senza precedente del nostro paese. Per Corsica Libera, è evidente che la Corsica ne potrà recarne vantaggio soltanto decidendo di une vera politica per un turismo integrato e scelto, e fissando velocemente regole di protezione  del nostro patrimonio fondiario e ambientale. Altrimenti, questa vastissima promozione del nostro territorio aumenterà il fenomeno di speculazione della nostra terra.

Per trè giorni, la Corsica sarà sotto i proiettori di quasi 190 paesi e 650 media. 35 nazioni saranno rappresentate nella prova sportiva.

Quest’evento mondiale non deve essere capito come la traversata di due dipartimenti francesi ma deve permettere l’espressione dello fatto nazionale corso al livello internazionale. Come fanno, con efficacia, i nostri fratelli baschi, i Corsi devono impadronarsi di questa tribuna per fare conoscere à tutti la lotta del popolo corso per la riconoscenza dei suoi diritti nazionali.

Così, lasciando svolgersi la prova sportiva, Corsica Libera e l’Associu Sulidarità si daranno i mezzi di attirare l'attenzione della comunità internazionale e chiama i corsi, lungo le strade, a mostrare la loro appartenenza ad un popolo che lotta legittimamente per la sua sopravvivenza.

Oggi, vogliamo solennemente fare conoscere a tutti gli osservatori i seguenti dati :

La Corsica di Pasquale Paoli, nazione moderna del settecento fu conquistata militarmente dalla Francia, chi, da allora, nega il diritto del nostro popolo alla sovranità. Però, l’esistenza di un potente sentimento nazionale costituisce una continuità storica mai smentita, incarnata da quasi 40 anni dalla rivendicazione nazionalista moderna.

Oggi, le organizzazioni del movimento nazionale rappresentano in Corsica 36% dell’elettorato. Nello stesso tempo, numerosi eletti della classe politica detta tradizionale si appropriano le rivendicazioni fondamentali del nazionalismo corso.

Attualmente, un processo politico è in corso. Suo scopo è di addotare misure necessarie sull’ufficialità della lingua corsa (adottato all’unanimità dei votanti dell’Assemblea di Corsica in maggio scorso), di fondiario (accesso alla terra riservato ai cittadini corsi risiedendo da 10 anni, per lottare contro i fenomeni di spodestamento fondiaria), di fiscalità, di poteri normativi rinforzati. Una grande maggioranza esiste su questi temi all’Assemblea di Corsica dove siedono i rappresentanti legittimi di tutte le composante del popolo corso. La Francia dovrà necessariamente prendere in considerazione le prossime deliberazione, altrimenti, affonderebbe nella negazione della democrazia la più totale.

Per finire, attiriamo l'attenzione della comunità internationale sulla situazione dei prigionieri politici incarcerati in Francia (che non rispetta le  proprie legge), la cui liberazione dovrà imperativamente fare parte della risoluzione politica del conflitto.

Intantu, a Corsica, Nazione libera di u Mediterraniu indirizza tanti auguri à i participanti durante sti trè ghjorni.

WELCOME TO CORSICA
FREE CORSICA – CORSICA IS NOT FRANCE

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Published by jean-guy talamoni - dans Articles politiques
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  • : Jean-Guy Talamoni
  • Jean-Guy Talamoni
  • : Jean-Guy Talamoni est avocat. Président de l'Assemblée de Corse, il a publié deux ouvrages politiques, "Ce que nous sommes" (Ramsay/DCL, 2001) et "Libertà" (2004), ainsi que trois livres sur la langue corse.
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